Chi siamo

Survivors Voice Europe

Sue Cox – Regno Unito

Abito nel Warwickshire, Regno Unito. Sono una nonna di 63 anni e madre di sei figli. Sono una sopravvissuta ad abusi sessuali per mano di un prete che ha abusato di me da quando avevo dieci anni, fino ai 13. Il prete si e’ nascosto dietro il suo abito e il fatto che la mia madre adottiva fosse particolarmente ossessionata dall’abito talare per proteggermi o per cercare giustizia per me – non gliene faccio una colpa, era vittima della sua educazione e della paura legata alla religione – mi ha lasciato, ancora bambina, con un’eredita’ di alcolismo, dipendenza, auto mortificazione, disordini alimentari, paura, vergogna, senso di colpa, un’autostima quasi nulla, incapacita’ di instaurare relazioni o di fidarmi di qualcuno, non sentirmi altro che un reietto, e con istinti suicida. Ho fatto scelte sbagliate e, all’eta’ di 17 anni, per allontanarmi da casa, ho sposato una persona inadeguata e spesso violenta, che, quando avevo 32 anni, mi ha lasciata sola con sei figli sotto i dodici anni.
Ho combattuto, affrontando ogni singolo demone, e ora lavoro da quasi quarant’anni nell’assistenza sociale. Nella mia qualitá di agopunturista tradizionale e consulente specializzata nelle dipendenze, ho un’attivitá a Leamington Spa e sono attiva nei servizi di recupero per alcolisti e tossicodipendenti. Lavoro inoltre per la mia societá, Smart UK, che organizza corsi di formazione per servizi sanitari, prigioni e per l’esercito. Smart UK e’ diventata l’organizzazione con la migliore reputazione etica e professionale, e i nostri corsi sono molto richiesti. Ad oggi, ho insegnato a circa 8.000 professionisti nel campo sanitario. Quest’anno ho ricevuto un riconoscimento “a vita” per il mio contributo nel trattamento delle dipendenze.
La violenza subita nell’infanzia per mano di un prete, era l’ultimo tassello del puzzle, e il piu’ difficile da affrontare; ha messo la mia vita su una strada di autodistruzione, ed ha richiesto anni per venirne ai termini. Ma ora mi sento piu’ forte e sicura, avendo incontrato altri sopravvissuti che sono riusciti a superare i loro traumi, e parlando apertamente e mostrando le mie ferite.
Da quando ho trovato la mia voce di sopravvissuta dopo quasi cinquant’anni, ho fatto il possibile per aiutare coloro che non hanno ancora trovato la loro voce. Mi e’ stato chiesto di fare il discorso di apertura alla manifestazione contro il Papa, durante la sua visita a Londra del 2010, davanti a 20.000 persone. Ne sono stata onorata.
Nutro un profondo rispetto per coloro che sono sopravvissuti a questo terribile tradimento del corpo e della fiducia e che festeggiano e gioiscono per ogni vita salvata.
Credo che tutti dovrebbero trovare la forza di elevarsi al di sopra dei loro abusatori e di riprendersi la propria vita. Sono orgogliosa di essere parte di Survivors Voice Europee continueró a lottare per la giustizia fino al mio ultimo respiro. BASTA!

Ton Leerschool – Olanda

Avevo 13 anni quando i miei genitori mi mandarono nell’internato di ‘Eymard-Ville’ a Stevensbeek (Olanda). Li’ sono stato per lungo tempo abusato da padre Piet Wouters della Congregazione del Santissimo Sacramento, dopo un incidente accaduto a scuola. Mi ci sono voluti 37 anni per rendermi conto della violenza dell’abuso che per altrettanto tempo ho tenuto nascosto agli altri ed anche a me stesso. Non ho mai fatto il collegamento di quanto accadutomi sentendo parlare di pedofilia o guardando un film che mi faceva piangere; era coperto, profondamente nascosto e troppo grande da digerire. Non ho mai collegato il fatto che la mia paura di perdere tutto quanto raggiunto dipendesse da quanto dettomi dal direttore dell’internato: io ero la persona cattiva e sporca che aveva sedotto il proprio educatore. Ho sempre pensato di non meritare nulla….
Dopo aver provato per mesi a sciogliere i nodi della mia vita – cosa e’ mio e cosa e’ il risultato di quello che mi e’ successo? – ho iniziato una terapia con Peter John Schouten. La mia richiesta di aiuto e’ stata piuttosto semplice:’ Aiutami ad accettare ed ad amare l’uomo che sono diventato’. Dopo un anno difficile ed emotivo sono riuscito a raggiungere il mio obiettivo….. ma resta la rabbia, non contro il prete che ha abusato di me che in fondo riesco a perdonare, ma contro la chiesa che ha messo il suo buon nome e la sua rispettabilitá al di sopra della salvaguardia del bambino che era stato messo sotto la sua protezione.
Nel 2003 e 2004 ho litigato il mio caso presso ‘Hulp en Recht’ l’organizzazione investigativa della chiesa cattolica: Wouters e’ stato ritenuto colpevole ma cio’ non ha impedito alla sua congregazione di promuoverlo alla posizione di consigliere della congregazione stessa. A quel punto ho deciso che avevo ricevuto sufficiente ingiustizia e sono diventato un’attivista, un sopravvissuto, e non piú qualcuno da rilegare in un angolo o da ignorare.”
Nel Settembre del 2007 e’ stato girato un documentario sul suo caso contro la chiesa, ma i tempi non erano maturi: il pubblico ed i media non erano ancora pronti a riconoscere il sistematico e globale ‘cover-up’ del Vaticano.
Ton e’ membro del consiglio dell’organizzazione ‘Mannenhulpverlening na seksueel misbruik’ una fondazione non-profit che fornisce informazioni e mantiene un network sociale per uomini vittime di abusi sessuali, organizzando incontri con sopravvissuti.
Quando nell’Aprile del 2010 e’ venuto a conoscenza dell’iniziativa di Bernie McDaid e Gary Bergeron di organizzare un incontro di sopravvissuti a Roma, si e’ subito sentito ‘a casa’ ed e’ orgoglioso di aver partecipato a “Reformation Day” il 31 Ottobre 2010 di fronte al Vaticano insieme ad altri sopravvissuti. Ton e’, insieme a Sue Cox, fondatore della branche europea di Survivor’s Voice, che coordina le attivitá in Europa.

Survivors Voice Inc

Bernie McDaid – Stati Uniti

All’inizio della primavera del 2002 Bernie McDaid e’ stato uno dei primi sopravvissuti ad abusi sessuali da parte della chiesa a farsi avanti a Boston, l’epicentro degli abusi sessuali da parte della chiesa. E’ stata la prima vittima riconosciuta, presentandosi con il proprio nome in un articolo pubblicato dal Boston Globe nel maggio del 2002, quando ancora molte persone cercavano il significato della parola ‘pedofilia’ nei dizionari. La sua sconvolgente storia racconta di una gioventú problematica e della vita di una vittima di abusi e da’ il coraggio ad altri sopravvissuti di farsi avanti. Nel 1969, l’allora adolescente Bernie insieme a altri tre compagni di classe va a chiedere aiuto al padre di Bernie, il quale riesce a far rimuovere l’abusatore dalla parrocchia, ma non prima che alcuni parrocchiani ignoranti dei fatti abbiano organizzato una festa di addio e non prima di quattro mesi dalla richiesta del padre di Bernie e non prima di Febbraio, mese delle ordinazioni, quando i nuovi preti prendono posto nelle nuove parrocchie: padre Joseph Birmingham lascia la parrocchia di St. James a Salem Ma., per stabilirsi nella parrocchia di St. Michael’s a Lowell. Il tradimento infuria il ragazzo e non viene piú dimenticato.
Nell’Aprile del 2008 in Washington D.C., McDaid riceve le scuse, diventando la prima vittima di abusi sessuali da parte della chiesa a parlare con il massimo rappresentante della chiesa di San Pietro; e in quell’occasione dice a Papa Benedetto che ha un cancro nel suo gregge e che la sua chiesa ha bisogno di cambiare.

La sua accorata richiesta non viene ascoltata.

Gary Bergeron – Stati Uniti

Gary Bergeron ha 48 anni e abita nei dintorni di Boston. Di professione carpentiere, Gary, insieme a suo fratello,parla per la prima volta con i suoi genitori degli abusi subiti da padre Joseph Birmingham nel Marzo del 2002. Nei tre mesi successivi oltre 55 sopravvissuti si fanno avanti denunciando abusi subiti dallo stesso prete. Il mese successivo il settantottenne padre di Gary confessa a suo figlio di essere anch’esso stato vittima di abusi sessuali da parte di un prete. Giurando che?on ci sara’ piu’ un altro bambino col nome Bergeron ad essere abusato Gary inizia a far conoscere la propria storia e a parlare pubblicamente di abusi sessuali da parte del clero.

Gary partecipa all’organizzazione dell’unico evento pubblico in cui l’ex arcivescovo di Boston, Cardinale Bernard Law, ha incontrato sopravvissuti ed i loro familiari poco prima delle sue dimissioni. Nel Marzo del 2003 Gary, insieme a suo padre e a Bernie McDaid, si reca in Vaticano, nella speranza di incontrare l’allora papa Giovanni Paolo II. Dopo essere riusciti a fissare alcuni appuntamenti con altrettanti rappresentanti del Vaticano, i tre incontrano il Segretario di Stato del Vaticano e diventano i primi sopravvissuti ad abusi sessuali da parte del clero ad essere ufficialmente riconosciuti dal Vaticano. Gary e’ stato intervistato da radio e televisioni in America e all’estero. Ha scritto il libro ‘Don’t call me a victim’ (Non chiamatemi vittima), fede, speranza e abuso sessuale nella chiesa cattolica.
Survivors Voice Italia - Basta!

One Response to Chi siamo

  1. Andrea Tanda says:

    Desideroga essere informato sulle vostre attività, grazie!

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